Adolescenti e pandemia: isolamento e resilienza

Lockdown, distanziamento sociale, D.A.D.: come stanno vivendo gli adolescenti questa pandemia

Queste sono state le parole chiave del 2020 e lo saranno, pare, anche nel 2021. È passato quasi un anno da quando tutto è cominciato, da quando la pandemia e il COVID 19 hanno stravolto le nostre vite. Dopo tutti questi mesi di #iorestoacasa e svariate misure di distanziamento sociale più o meno strette, cominciano ad arrivare campanelli di allarme sullo stato di sofferenza delle nostre generazioni più giovani, in particolare gli adolescenti. Di pochi giorni fa un dato condiviso dal Prof. Stefano Vicari, primario di Neuropsichiatira dell’Ospedale Bambin Gesù: i tentativi di suicidio e autolesionismo sono aumentati del 30% in questo ultimo anno. Che sta succedendo?

L’adolescenza

L’adolescenza è quel tratto dell’età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello dell’individuo adulto. E’ da sempre un periodo dello sviluppo in cui avvengono importanti cambiamenti: nel corpo, nei pensieri e nei sentimenti. Proprio per la sua fragilità psichica e somatica, l’adolescente e’ preda di forti sentimenti che si alternano a confusione, paure e incertezze.
È senz’altro vero che questo delicato periodo storico ha derubato i giovani della relazione e l’adolescente si costruisce in contatto con gli altri, con i compagni di scuola, la comitiva, il gruppo sportivo e gli amici del quartiere. Ci troviamo paradossalmente a promuovere ciò che finora abbiamo tentato faticosamente di contrastare: l’isolamento.


Ciò che appare urgente è una riflessione più ampia: perché i nostri figli faticano ad attivare le risorse necessarie per fronteggiare in modo costruttivo un momento difficile?

Perché sembrano diffondersi a macchia d’olio la tristezza, la depressione, la mancanza di stimoli, la lamentela fine a se stessa e nei caso più drammatici autolesionismi e suicidi? Proponiamo qui l’ipotesi che il covid abbia funzionato da faro. Questa epidemia ha acceso un grande riflettore su un’emergenza sociale che origina nella fragilità della famiglia e delle istituzioni e che sfocia nella difficoltà delle giovani generazioni di attivare la resilienza

Cos’è la resilienza

È una capacità psicologica che consente all’essere umano di restare a galla nelle avversità, di superarle e di uscirne più forte di prima.
La capacità di mettere in gioco le proprie risorse dipende fondamentalmente dalla concezione che il giovane ha di se’, del mondo e delle persone circostanti. Il ruolo degli adulti di riferimento, famiglia e scuola, fin dai primissimi anni di vita e’ determinante.
Se un bambino ha ricevuto una buona educazione emozionale, è stato educato alla cura e al rispetto di se e degli altri, ha sentito fiducia nelle proprie capacità avrà maggiori possibilità di sviluppare dei fattori protettivi. Incentivare la resilienza, quindi, è una delle grandi sfide dell’educazione.

Katia Amorese psicoterapeuta  sistemico relazionale e Gestalt play therapist

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